Bernardini

Marco Impiglia
Fulvio Bernardini
Il Dottore del calcio italiano
Roma, Kollesis, 1913
Scheda

Una vita dedicata al football, quella di Fulvio Bernardini (Roma 1905-1984). Talmente ricca di successi da meritare le Hall of Fame della FIGC, Roma e Fiorentina. Il Dottore del calcio italiano - o "dottor Pedata", come lo chiamava il critico Gianni Brera - ha stupito da calciatore per l'intelligenza superiore. Da giornalista è stato un pasdaràn del "sistema", tattica spregiudicata che aborriva il contropiede all'italiana. Come allenatore ha vinto scudetti con la Fiorentina (1956) e il Bologna (1964), più una Coppa Italia con la Lazio. Ha guidato la Sampdoria e poi la Nazionale negli anni '70, lanciando talenti come Francesco Rocca, Marcello Lippi, Giancarlo Antognoni, Roberto Bettega, Gaetano Scirea, Francesco Graziani e Marco Tardelli. Un lavoro che spianò la via ai trionfi di Enzo Bearzot. Sua la definizione "giocatore dai piedi buoni", ancora usata perfino nel gergo politico. Introduzione di Italo Cucci.

Calcio e letteratura in Italia

Sergio Giuntini
Calcio e letteratura in Italia (1892-2015)
Milano, 2017, Biblion edizioni
Scheda

La sterminata produzione “letteraria” originata in Italia dal calcio si presenta come un’orgia di materiali magmatici, frastagliati e in continua espansione. Difficile, insomma, da maneggiare e dominare. Nei suoi confronti occorre evitare rigide categorizzazioni. Un approccio del genere consente fra l’altro di aggirare la poco economica e problematica dicotomia fra letteratura e giornalismo. Tant’è: appare spesso molto più semplice rintracciare un elevato tasso di “letterarietà” in un articolo di Gianni Brera sull’“abatino” Gianni Rivera anziché nel racconto calcistico di un autore unanimemente laureato e celebrato dalla critica. E lo stesso vale, a ben vedere, per gli scritti giornalistici sul calcio lasciatici dai vari Ghirelli, Arpino, Palumbo, Zanetti, Bianciardi, Del Buono etc, che sarebbe difficile etichettare banalmente come “letteratura popolare”. Sergio Giuntini va direttamente a individuare una “letteratura del e sul calcio” cui, dall’Ottocento a oggi, hanno contribuito i più disparati apporti che ne hanno descritto l’avventura e l’epica. Romanzi, saggi, biografie, autobiografie, manuali tecnici, pagine di riviste e quotidiani specializzati e non ricostruiscono una storia sociale del calcio italiano, rappresentando nel contempo una sorta di necessario risarcimento nei confronti di un movimento che, del tutto legittimamente, è venuto a far parte della nostra cultura.

Il vangelo (del centravanti) secondo Meazza

Peppino Meazza - Emilio Violanti
Centravanti
Milano, Sperling & Kupfer, 1955 (Collana Sportiva, 38)

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Tanti anni fa - e quando sono molti si fa più presto a sentirli che a contarli - m'è capitato di assistere alla prima partita giocata in prima squadra da Giuseppe Meazza, altro degli autori di questo volume, Era ancora nell'età dell'adolescenza, e il suo esordio destò più la curiosità affettuosa che l'attenzione critica degli spettatori. Marcò una rete, se ben ricordo, con un'abilità sottile e sorniona che incantò il pubblico e strappò il primo degli applausi di carriera. Inserii nel mio racconto un periodo che concerneva il ragazzo: scrissi che m'era parso di vedere in campo "una riservetta di qualità". Come vedete, una frasettina da nulla. Pensò lui, il Peppino nazionale, a dilatarla come come avviene di certi fiori giapponesi, puntini quasi invisibili che, immersi nell'acqua, s'espandono in luminose corolle.
Meazza, oggi, è un testo del calcio italiano. Il naturale talento, che gli ha consentito di dominare le scene dei palcoscenici verdi per anni e anni di osannata attività, l'assiste oggi nel suo lavoro di istruttore di squadre, di ricercatore, di scopritore e di addestratore di atleti.
Il trattato ch'egli ha scritto, in collaborazione con Violanti, e che trova il suo esatto luogo nella copiosa collezione della Sperling & Kupfer, , è una somma di esperienze viste e meditate con l'occhio dell'esperto e, nello stesso tempo, ravvivate dall'estro dell'artista del gioco. Di qui il doppio valore del volume: didattico e, in senso largo, narrativo.
Dall'armonioso e puntuale connubio tra l'atleta di rinomanza internazionale e di salda competenza, e il giornalista di felice acume e di agile prosa è scaturita un'opera solida, organica, esauriente e persuasiva. Gli autori accompagnano passo a passo il giocatore, e in modo perspicuo il centravanti, dalla pubertà alla maturità, dalla palestra al campo mediante una precisione e assiduità di notazioni tecniche e stilistiche alle quali le pagine, gli scorci, i medaglioni dedicati ai calciatori più noti, di ieri e di oggi, dànno volto, colore e sapore.
Il centravanti di Meazza e di Violanti è un libro prezioso che sarà letto con sicuro profitto dagli aspiranti alla carriera dei calciatori, e nello stesso tempo divertirà gli sportivi comuni e generici che vorranno conoscere nel vivo e nel profondo la figura e il carattere d'uno dei protagonisti dello spettacolo pubblico: il centravanti della squadra di calcio.

[Introduzione, di Bruno Roghi]